Cronaca 

Marassi, detenuto ventiduenne con problemi psichiatrici aggredisce tre agenti di polizia penitenziaria

Il ragazzo è in carcere per rapina e traffico di stupefacenti. Avrebbe finito la pena nel 2025, ma l’aggressione gli costerà un ulteriore pena

La UilPa, ha denunciato in una nota quello che definisce uno stillicidio insopportabile nei confronti dei poliziotti, che si trovano abbandonati a se stessi all’interno delle sezioni detentive e lasciati alla mercé dei detenuti. Ha sottolineato che non esiste categoria nel mondo del lavoro, ad eccezione della Polizia Penitenziaria, dove il rapporto fra utenza e operatori non sia chiaramente definito. Pagani ha spiegato che, quando va bene, il rapporto è di un agente per una sezione, indipendentemente dal numero di detenuti presenti, che può variare da 50 a 150.

Secondo il sindacato, sta diventando inarrestabile la deriva della sicurezza all’interno delle carceri, dove l’incolumità fisica dei colleghi sembra non suscitare alcun interesse e dove non ci si preoccupa di prevenire i rischi per la loro sicurezza. Ha affermato che gli agenti di Polizia penitenziaria sono lasciati da soli di fronte a numerosi detenuti, a mani nude, senza dispositivi di sicurezza personale, senza l’ausilio di apparati tecnologici e senza piani o squadre di intervento utili a gestire le emergenze. Questa, ha concluso, è la reale condizione di lavoro nelle carceri.


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